La birra che merito. Sono ancora indecisa sull'uscire o meno, causa la temperatura bassa-bassa egli esercizi da rivedere, ancora non so se infilarmi sotto la doccia o la camicia da notte, mi disseto sulla veranda di casa, fumando la seconda sigaretta della giornata -di gusto-...e se faccio come l'ultima volta che mi sono seduta qui a bere in solitudine..resto a casina.
Vi è mai capitato di aver ricevuto il perdono da qualcuno dopo aver causato dolore (tanto o poco non conta, il dolore non ha misura secondo me)? O meglio, ne siete mai stati consapevoli? Consapevoli del fatto che qualcuno per amor vostro vi ha fatto passare un gesto pesante, una parola di troppo, un comportamento errato che ha leso qualcuno che per voi conta? Io questo non lo so, non so se ho mai fatto tanto male a qualcuno che ha scelto la via del perdono perchè mi vuole bene, riflettendo su tutti i miei difetti e sui miei modi di fare, spesso bruschi e senza mezze misure...ancora non riesco ad ammettere a me stessa se chi mi sta vicino si sia dotato di pazienza pur di starmi accanto.
Mi manca, e la sua mancata risposta al mio messaggio mi rassegna alla tristezza...perchè so che non è più una questione di orgoglio, e mi sento mancare l'aria a volte al pensiero che lei non abbia più bisogno di me come amica, come sorella, come coinquilina...so di aver commesso qualche errore, ma pensavo che se lei avesse avuto qualche problema con me, me ne avrebbe parlato, o me lo avrebbe urlato in tempo, o volta per volta....io che ho la lingua lunga e che pecco sempre di sincerità.
Ripercorro la nostra amicizia e sento che questa distanza non ha senso, che mi manca un pezzo di cuore, un pilastro fondamentale, un sorriso importante -il suo- nonostante le sue frivolezze e quel senso pratico della vita che non sono mai riuscita ad imitare, che non ho rispettato abbastanza -forse- e penso a tutte quelle volte che mi atteggiavo (metaforicamente) a sorella maggiore solo per paura che la vita la facesse soffrire. Avrei dovuto farmi i fatti miei, e forse lei non avrebbe dovuto correre a sfogarsi al piano di sopra ma solo prendermi in disparte e dirmi: Rò, ma che hai...perchè fai così? invece di accumulare tensione o mettere in comune con degli estranei i nostri problemi.
La sogno quasi ogni notte, e nella fantasia parliamo, facciamo la pace, ci abbracciamo, e mi sento pervasa da un senso di serenità che al mattino mi abbandona, quando guardo il telefono e penso alla sua mancata risposta....alla sua nuova vita -felice- senza di me.........
mi manchi tanto........
Giusto un esperimento per vedere se il ridimensionamento immagine funziona. E stavolta si. Giornata di tempesta, nuvoloni, vento che ha spaventato syria, rovesciato piante, allontanato il pensiero dell'estate, insieme alo studio della matematica.. mi fa un baffo questo tempo, perchè i miei pensieri, esclusi quelli dolci rivolti alla sardegna, sono concentrati tutti su quei famosi compitini che un bel giorno dovrò saper risolvere....lo so, adesso diventerò tediosa con stà matematica...ma è il mio ultimo esame....ne vale la pena, quindi se potete sopportatemi, io prometto di rivisitare un pò la mia simpatia e di mettere a tacere il mio cinismo. (d'altra parte cosa pretendete da un leone ascendente cancro?????)
Potrebbe anche essere poesia. Un sabato distorto di alcool, Roxi, di miscugli che non hanno distrutto il mio astomaco, ma che si fanno sentire...ancora. Il mio top a fascia a scacchi bianchi e neri, i tacchi prima troppo comodi e dopo 6 ore insopportabili, ho mangiato anche adesso, l'ottima focaccia di mia madre...- e ne ho-, allora fumo di gusto, e forse mangerò ancora, e devo aprire a mio fratello perchè mi ha dato le sue chiavi- le mie le perdo sempre-....
Ma è il sabato distorto, fumereccio e allegro che cercavo, e la sua voce calda e sincera al telefono non può che mandarmi a letto contenta.....
E vabbè ma cosa ci sarà mai di interessante sui numeri complessi?
Caffè forte e occhio!
h 10:50
Caffè fumante, dopo un sorso mi sale l'involtino di speck e scamorza insaporito con quel diavolo di sughino pomodoro e basilico, ma l'importante è che non risalga il vino, o peggio il cicchetto di rhum. Nel silenzio fresco della mia casina pugliese riapro le danze scolastiche, o meglio le turbolenze, grazie all'esame di matematica il cui pensiero mi sottrae alle fantastiche ore di sonno, trovata finalmente colei che impartirà all'asino che sono quelle famose 'ripetizioni'di cui necessito per riscoprire il mondo matriciale e quant'altro.
Non ho sentito una grande nostalgia del blog, questo posso confessarlo, ma tutto cambia, e mauro ci ha tolto il terrazzino......
Il mare.
Basta poco per essere felici. Io lo sono andando al mare, provo una sensazione di spiensieratezza mista al relax tipico del fancazzismo estivo che mi porta a rientrare a casa col sorriso sulle labbra, con la pelle abbronzata (che figata), col cuore leggero.
Ed il mio silenzio qui parla da sè........